Gonfiore, dolore addominale, bruciore, intestino irregolare: quando i sintomi tornano ogni giorno, sapere cosa mangiare e come diventa parte della cura.
Di cosa mi occupo
- Sindrome dell'intestino irritabile (IBS), o colon irritabile.
- Malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE).
- Rettocolite ulcerosa (RCU) e morbo di Crohn, nelle fasi attive e di remissione.
- Stipsi e alterazioni dell'alvo.
- Gonfiore e digestione difficile senza una causa ancora definita.
Come lavoriamo
Nei disturbi gastrointestinali non esiste una dieta valida per tutti: gli stessi alimenti sono tollerati da una persona e non da un'altra. Per questo il percorso parte dall'osservazione.
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Diagnosi e referti
Partiamo dalla diagnosi del medico o del gastroenterologo, dagli esami e dalle terapie in corso.
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Diario dei sintomi
Ricostruiamo cosa mangi, quando e come stai dopo: è il modo più affidabile per riconoscere gli alimenti e le abitudini che pesano.
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Piano mirato
Scelta degli alimenti, cotture, porzioni, orari e distribuzione dei pasti vengono adattati al disturbo e alla sua fase.
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Reintroduzione
Ciò che è stato tolto viene reinserito gradualmente, per arrivare alla dieta più varia che riesci a tollerare.
Il piano alimentare affianca la terapia prescritta dal medico, non la sostituisce. Se i sintomi non sono mai stati valutati, il primo passo è il medico curante o lo specialista.
Perché non eliminare da soli
Togliere intere categorie di alimenti per tentativi è la reazione più comune e la meno utile: riduce la varietà, può portare a carenze e spesso non individua la causa. Un'esclusione ha senso solo se è mirata, temporanea e seguita da una verifica.
Il percorso inizia con una visita nutrizionale. Porta con te referti ed esami recenti.