Una diagnosi di allergia o intolleranza cambia la spesa, la cucina e i pasti fuori casa. Il piano alimentare serve a rendere tutto questo gestibile.
Allergia e intolleranza non sono la stessa cosa
L'allergia alimentare coinvolge il sistema immunitario: anche piccole quantità dell'alimento possono scatenare una reazione, a volte grave, e l'esclusione deve essere rigorosa. L'intolleranza, come quella al lattosio, dipende invece dalla difficoltà a digerire un componente dell'alimento e di solito è legata alla quantità. La celiachia è una malattia autoimmune che richiede l'esclusione completa e permanente del glutine.
Sono situazioni diverse che richiedono piani diversi. Per questo serve sapere con precisione di quale si tratta.
La diagnosi spetta al medico, con esami riconosciuti dalla comunità scientifica. Escludere alimenti sulla base di test non validati impoverisce la dieta senza risolvere il problema.
Cosa facciamo insieme
- Un piano completo. Ciò che viene escluso va sostituito: calcio, fibre, vitamine e proteine devono arrivare da altre fonti.
- Lettura delle etichette. Impari a riconoscere gli allergeni, anche quando compaiono con nomi poco evidenti o come tracce.
- Alternative pratiche. Colazioni, pranzi al lavoro, cene in famiglia, mensa scolastica, ristorante: una soluzione per ogni situazione reale.
- Varietà. L'obiettivo è la dieta più ampia possibile compatibile con la diagnosi, non la più ristretta.
Sospetti un'intolleranza?
Se hai sintomi ricorrenti dopo i pasti ma nessuna diagnosi, possiamo ricostruire insieme abitudini e sintomi per portare al tuo medico un quadro ordinato. Spesso gonfiore e digestione difficile hanno a che fare con il modo di mangiare più che con un singolo alimento: ne parlo nella pagina sui disturbi gastrointestinali.
Il percorso inizia con una visita nutrizionale. Porta con te la diagnosi e gli esami.